Fischi invece di pixel

Se vogliamo che il calcio torni ad essere davvero vivo, servono più battute e meno conferenze di esperti.

Cari appassionati di calcio, fanatici e amanti dei replay al rallentatore: ho la soluzione definitiva al nostro problema VAR. Rullo di tamburi, prego!

Abolirlo! Via il VAR, via i replay al rallentatore, e l'arbitro potrà finalmente tornare a essere umano. Decidere dal vivo, niente analisi al replay istantaneo, niente “Fermate un attimo, controllo al super rallentatore”. Semplice: occhi aperti, fischietto fuori, avanti tutta.
Sì, lo so, ora gli esperti tremano: “Ma poi ci saranno decisioni sbagliate!” Certo, e allora? Gli errori rendono le partite emozionanti, i post diventano virali, le discussioni infinite. Chi ha bisogno di una precisione meticolosa quando si possono avere gol drammatici, dibattiti accesi e scandali occasionali? Il calcio senza rischi è come il formaggio senza buchi: insipido.

E sinceramente: chi guarda il VAR? I tifosi a casa, sì – 50 volte al rallentatore, in super slow motion, con quelle che sembrano 17 angolazioni diverse. L'arbitro? Se ne sta lì come un capitano solitario in un mare in tempesta, senza informazioni, senza rallentamenti, solo la caotica realtà. Ridicolo. È assurdo: l'uomo in campo ha pochi secondi, il mondo a casa ha rallentamenti, opinioni di esperti e popcorn.

La mia soluzione: rendiamo il gioco di nuovo umano. Chi vuole essere più preciso può mettere in campo due arbitri: doppio ammiccamento, doppio dramma. E se qualcosa va storto... beh, allora ridiamo, postiamo battute, risate, immagini divertenti e continuiamo a discuterne davanti a una birra. È così che nasce la cultura del calcio, non con infinite conferenze sulle prove video.

Conclusione: più coraggio, meno super slow motion, più umanità, meno robot. E il calcio? Tornerà a essere vivo.

 

Cordiali saluti dal fuorigioco, Marco Canonica