Il rinoceronte si stupisce
Le nostre donne decorano. Con serietà, dedizione e una precisione strategica per la quale altri paesi impiegano interi staff di pianificazione.
Natale, autunno, primavera – e ora, naturalmente, Pasqua. Non appena marzo mostra il suo lato più mite, da noi arrivano le prime galline. Non rumorose, non invadenti. Con discrezione. Con stile. Sono galline svizzere, dopotutto. Stanno lì, sulla credenza, sul tavolo, a volte anche, con una certa sorpresa, sul davanzale della finestra. Posizionate alla perfezione: né troppo grandi, né troppo piccole, esattamente dove sembrano essere sempre state.
La sera poi la classica domanda: “Allora... ti piace?”
Una domanda che fa precipitare gli uomini in una crisi filosofica. Si tratta dell'arredamento? Dell'acconciatura? Di una nuova camicetta? Si opta per la diplomazia: “Molto bello”.
Sbagliato. Ovviamente sbagliato.
«Non l'hai nemmeno notato! Sono tornate le nostre galline pasquali!»
E poi le vedo. Le galline. Orgogliose, primaverili, decorative. E accanto a loro, il mio piccolo souvenir dal Sudafrica: un rinoceronte colorato di pietra. Dodici centimetri di Africa, nel cuore della Svizzera. Finora il davanzale della finestra era solo suo, ora è affiancato da due galline decorative confederate. Un rinoceronte tra le galline. La globalizzazione sul davanzale della finestra.
E più ci penso, più mi è chiaro: questi piccoli interventi stagionali delle nostre donne sono in realtà grandi conquiste culturali. Portano ordine nelle stagioni, colore nella vita quotidiana e argomenti di conversazione nel salotto.
Forse noi uomini dovremmo prenderla sul serio. Propongo: un Ufficio federale per l'estetica stagionale degli interni. Diretto, ovviamente, da donne. Fino ad allora, il mio rinoceronte vivrà con le galline. E, ad essere sinceri, sembra trovarsi piuttosto bene.
di Marco Canonica