Le foto delle vacanze mentono

Le foto delle vacanze hanno a che fare con le vacanze più o meno quanto i manifesti elettorali con la realtà.

Non mostrano com’è andata davvero. Mostrano quei due secondi in cui tutto ha funzionato alla perfezione. Ecco qualcuno con un Aperol davanti a un tramonto da sogno. Tutto sembra rilassato, armonioso e invidiabile.

Ciò che l’immagine non mostra: cinque minuti prima si discuteva sul ristorante. Dieci minuti prima qualcuno cercava disperatamente gli occhiali da sole. E un quarto d’ora dopo uno aveva una scottatura solare e l’altra era di cattivo umore.

Le foto delle vacanze sono la più grande statistica del bel tempo al mondo.

Particolarmente impressionanti sono le foto di famiglia.

Tutti sorridono. Sembrano tutti felici. E chiunque ne abbia mai scattata una sa bene che:

Tre secondi prima si diceva ancora: «Ora guardate tutti finalmente in avanti!»

Un tempo scattavamo 36 foto per vacanza. Oggi ne scattiamo 836. Eppure, in seguito non ricordiamo mai la foto numero 472. Ricordiamo il cameriere che ci ha fatto ridere. Il treno perso. Il tramonto. Le persone.

Forse è proprio questa la verità. Le foto delle vacanze non mostrano le vacanze così come sono state. Mostrano le vacanze come vorremmo ricordarle.

E, onestamente, lo trovo perfettamente normale. Dopotutto, non è necessario archiviare ogni zanzara, ogni ingorgo e ogni conflitto familiare. A volte basta una bella foto.

E una piccola, affettuosa bugia per chi la guarda.

 

Di Marco Canonica

 

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